- Quale ruolo concreto avranno i Comuni nella definizione e soprattutto nell’attuazione del nuovo Pears?
CANI: Per la Regione i Comuni costituiscono un elemento centrale nella definizione del Piano Energetico Ambientale Regionale, e proprio per questo li abbiamo voluti fortemente nell’ambito della cabina di regia politico-istituzionale. Già nella fase di ascolto e studio hanno offerto un contributo fondamentale, con proposte e suggerimenti molto utili ai fini delle scelte che sono state fatte, e continueranno ad avere un ruolo determinante anche in futuro, perché, non dimentichiamolo, trattandosi di uno strumento di pianificazione a lungo termine, il Pears è un piano flessibile, ovvero suscettibile di integrazioni e modifiche per rispondere ai cambiamenti normativi, tecnologici e ambientali ai quali necessariamente andremo incontro.
- La transizione energetica comporta inevitabilmente un impatto sul territorio. La Regione come pensa di conciliare gli obiettivi energetici con le competenze dei Comuni, la pianificazione urbanistica e la tutela del paesaggio?
CANI: Abbiamo avuto modo di confrontarci con i Comuni anche su questo tema e riteniamo che assieme ai Comuni debbano essere individuate le aree da destinare agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nella fattispecie quelle industriali già compromesse dal punto di vista ambientale. Partiamo dal presupposto che la giusta transizione energetica debba necessariamente tenere conto della pianificazione comunale.
- Quale vantaggio concreto si devono aspettare i Comuni dalla transizione energetica?
CANI: Affinché ci siano dei vantaggi concreti, sarebbe prima di tutto necessaria una modifica della legislazione nazionale in materia, che consenta ai Comuni di incamerare ben più del 3% attualmente previsto come compensazione da parte delle società proponenti gli impianti FER. La Regione, da parte propria, è impegnata nel percorso di costituzione della Società Energetica Regionale, che potrà in futuro gestire e distribuire l’energia ai sardi a costi inferiori rispetto a quelli attuali.
- Considerando che molti piccoli Comuni non dispongono di uffici tecnici e competenze specialistiche sufficienti per affrontare procedure energetiche sempre più complesse, la Regione quali risorse stanzierà e quali condizioni porrà in essere per aiutarli?
CANI: Questa è una criticità che come Regione abbiamo rilevato fin da subito, e abbiamo risposto in primis affiancando concretamente agli uffici tecnici comunali gli uffici regionali quale punto di riferimento e supporto. Ma questo non è sufficiente. I Comuni devono essere rafforzati con un numero congruo di professionalità competenti per affrontare le tante sfide che ci attendono, e non solo quella della transizione energetica.

