Vigne storiche, turismo lento e identità locale: il modello del Mandrolisai
Ad Atzara il paesaggio rurale non rappresenta soltanto la cornice naturale del paese, ma costituisce il punto di partenza di una strategia di tutela, promozione territoriale e sviluppo economico. Un modello costruito nel tempo dalle amministrazioni comunali di Atzara e Sorgono, con il coinvolgimento dell’Università di Sassari, dei produttori e della comunità locale, che oggi può offrire indicazioni utili anche agli altri Comuni della Sardegna.
Il risultato più importante di questo percorso è l’iscrizione del “Paesaggio policolturale del Mandrolisai: i vigneti di Atzara e Sorgono” nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali. Il riconoscimento, ottenuto nel 2018. Si tratta del primo paesaggio sardo iscritto nel registro nazionale, seguito poi, nel corso degli anni da altre importanti esperienze: “Sistemi agro-silvo-pastorali del Marghine-Goceano. Oliveti terrazzati e pascoli arborati di Bolotana, Illorai e Lei”, “I vigneti eroici di Meana Sardo”, “Gli oliveti pascolati del Comune di Oliena”,
Il valore dell’esperienza risiede innanzitutto nella capacità di guardare al paesaggio non come a un’immagine immobile da conservare, ma come al risultato del lavoro svolto nei secoli dalle comunità. I vigneti coltivati ad alberello, spesso composti da varietà differenti, si integrano con orti, frutteti, cereali e pascoli arborati. È un mosaico rurale che racconta un’agricoltura tradizionale capace di adattarsi alle caratteristiche del terreno, di custodire la biodiversità e di mantenere vivo un patrimonio di conoscenze tramandato tra le generazioni.
Il vino, e in particolare il Mandrolisai DOC, diventa così il filo conduttore di un racconto più ampio. Non soltanto un prodotto di qualità, ma l’espressione di un territorio, del lavoro dei viticoltori e di una cultura che ha modellato il paesaggio e la vita sociale del paese.
Su questa consapevolezza il Comune di Atzara ha costruito un insieme coordinato di azioni. Con il progetto “Longevitas” è stato avviato un percorso di conoscenza, censimento e valorizzazione dei vigneti storici, riconoscendo il valore delle vecchie vigne e delle pratiche tradizionali ancora utilizzate. La tutela è stata quindi affiancata dalla promozione e dalla possibilità di rendere il paesaggio accessibile e fruibile. Una esperienza di eccellenza che ha portato, nel 2021, alla menzione nel Premio Nazionale del Paesaggio indetto dal Ministero della cultura con il progetto “Longevitas Mandrolisai. La Sardegna è bella dentro”.
Nasce in questo contesto “Su Caminu ’e is Bingias”, il cammino delle vigne: un itinerario che parte dal centro abitato e accompagna visitatori, escursionisti e cicloturisti all’interno del paesaggio rurale. Il percorso consente di leggere direttamente i segni della storia agricola del Mandrolisai, collegando il borgo, le vigne, le cantine e gli elementi naturali del territorio.
Un ulteriore passaggio è rappresentato dall’ingresso dei vigneti di Atzara in “Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne”, l’itinerario culturale europeo dedicato alla storia della vite e del vino. L’adesione inserisce il paese in una rete internazionale orientata alla tutela dei vitigni storici, alla ricerca, alla salvaguardia della biodiversità e allo sviluppo di forme di turismo consapevole e sostenibile.
La forza del modello Atzara sta proprio nella capacità di mettere in relazione strumenti diversi. Il riconoscimento istituzionale del paesaggio si unisce alla ricerca scientifica, alla partecipazione dei produttori, agli itinerari nella campagna, alle manifestazioni enogastronomiche e alla promozione del borgo. Anche l’arte, profondamente legata alla storia del paese e alla presenza dei pittori costumbristi spagnoli, entra a far parte di un’unica narrazione territoriale.
In questo modo il paesaggio rurale smette di essere considerato esclusivamente come un bene da proteggere e diventa un’infrastruttura culturale ed economica. La sua conservazione sostiene le aziende agricole, rafforza l’identità della comunità, amplia l’offerta turistica e contribuisce a creare nuove occasioni di permanenza e di lavoro nelle aree interne.
L’esperienza del Mandrolisai dimostra inoltre il ruolo decisivo che possono svolgere i Comuni. Il fatto che in un solo territorio siano presenti due paesaggi iscritti nel Registro nazionale (I vigneti di Atzara e Sorgono e I vigneti eroici di Meana Sardo), caso più unico che raro in Italia, dimostra le grandi potenzialità di un territorio che racconta una specificità unica. Le amministrazioni locali, grazie alla conoscenza del territorio e alla vicinanza con cittadini e imprese, possono favorire il passaggio da singole iniziative a una strategia condivisa. Possono mettere in rete agricoltori, associazioni, università e operatori turistici, intercettare risorse e accompagnare la comunità nella costruzione di una visione comune.
In una Sardegna che possiede numerosi paesaggi agricoli di valore, il percorso avviato da Atzara e Sorgono rappresenta dunque un’esperienza da osservare con attenzione e che ha ispirato altri territori e catturato l’attenzione delle Istituzioni superiori. Non un modello da riprodurre in maniera identica, ma un metodo adattabile alle caratteristiche di ciascun territorio: conoscere il patrimonio rurale, coinvolgere chi lo mantiene vivo, tutelarlo e trasformarlo in un’opportunità di sviluppo sostenibile.
Perché le strade del vino, quando riescono a unire paesaggio, comunità e impresa, non conducono soltanto alle cantine. Possono diventare strade attraverso le quali costruire il futuro dei piccoli Comuni e delle aree interne della Sardegna.
LE RICADUTE SUL TERRITORIO
Il progetto ha contribuito a rafforzare la visibilità di Atzara e del Mandrolisai, inserendoli nei circuiti nazionali ed europei dedicati ai paesaggi rurali storici e all’enoturismo.
I principali risultati
- valorizzazione dei vigneti storici e del Mandrolisai DOC;
- maggiore visibilità per cantine e produzioni locali;
- sviluppo di itinerari escursionistici e cicloturistici;
- integrazione tra vino, paesaggio, arte, ristorazione e ospitalità;
- nuove opportunità di finanziamento e promozione territoriale;
- assegnazione ad Atzara di 2,5 milioni di euro per rafforzare l’attrattività turistica del borgo.

